Tensione in rialzo tra Iran e Usa. Teheran annuncia lancio di due missili a lunga gittata nel Golfo Persico PDF Stampa E-mail
Lunedì 02 Gennaio 2012 18:32


Radio Vaticana
Radiogiornale
02.01.2012

◊   In questi primi giorni del 2012 non solo parole ma fatti nel braccio di ferro tra Iran e Stati Uniti. Dopo le nuove sanzioni finanziarie imposte dagli Stati Uniti, Teheran ha annunciato stamane il lancio di due missili terra-aria a lunga gittata nello stretto di Hormuz, in grado teoricamente di colpire Israele e basi Usa. Ciò accade nell’ultimo giorno di esercitazioni avviate da oltre una settimana dall’Iran nel Golfo Persico. Quanta preoccupazione c’è di fronte a questi eventi? Roberta Gisotti ha intervistato il giornalista iraniano Ahmad Rafat: 

R. – Il lancio dei missili è in parte una risposta alla riunione che si è tenuta a Roma il 20 dicembre sulla possibilità effettiva di porre l’embargo sul petrolio iraniano. E’ una risposta politica da parte iraniana ad una decisione dei Paesi occidentali che gode anche dell’appoggio di certi Paesi arabi.

D. – Le sanzioni finanziarie decise da Obama alla vigilia di Capodanno, hanno aggravato la situazione e provocato il crollo del rial, ed ora Teheran paventa anche un rialzo del petrolio con perdite, però, reciproche, in questo caso …

R. – La decisione di porre sotto embargo la Banca centrale iraniana ovviamente è un danno enorme per l’economia iraniana. I mercati valutari in Iran hanno reagito immediatamente, ed infatti il primo gennaio – che ovviamente in Iran non era festa – il dollaro non veniva più venduto perché si suppone un aumento ulteriore nei prossimi giorni; il mercato del cambio si limitava ad acquistare il dollaro. Ma il fatto che l’Iran da solo possa provocare un aumento del greggio, è difficile, a meno che non decida veramente di mettere in atto una minaccia molto grave, come quella della chiusura dello Stretto di Hormuz.

D. – C’è un’altra sfida importante sul fronte atomico, ed è l’annuncio di avere inserito nel cuore del reattore di ricerca nucleare di Teheran una barra di uranio arricchito, arricchito per la prima volta in Iran …

R. – Questo è, effettivamente, un fatto che preoccupa moltissimo non solo l’Occidente, ma soprattutto i Paesi della regione e non solo Israele, ma anche l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait. Se questa notizia fosse confermata – perché nel passato l’Iran ha annunciato diverse volte dei passi avanti nel nucleare, che poi non si sono dimostrati completamente veri – se questo fosse confermato dagli esperti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, allora sì che si entrerebbe in una fase nuova per quanto riguarda la questione nucleare iraniana, con un possibile inasprimento delle sanzioni e - secondo quanto ha dichiarato di recente anche il capo dello stato maggiore americano - un intervento militare se fosse necessario.

D. – Dr. Rafat, in questo scenario – appunto – di tensione che si è alzata, quale ruolo può giocare l’Unione Europea sul piano diplomatico?

R. – L’Unione Europea potrebbe aumentare le pressioni sull’Iran per costringerlo a tornare al tavolo delle trattative; negli ultimi giorni dell’anno, c’è stato uno scambio indiretto di messaggi tra il responsabile della Politica estera europea e il ministro degli Esteri iraniano, ma non è andato oltre uno scambio di messaggi indiretti. Il ruolo dell’Unione Europea potrebbe essere proprio quello di fare da mediatore tra la Repubblica islamica e l’Occidente nel suo complesso.

D. – E’ una situazione comunque da seguire con apprensione, in questa giornata e forse anche nei prossimi giorni?

R. – Io credo di sì, perché in Iran molta gente comune ha iniziato, nei giorni scorsi, a prepararsi ad un eventuale scontro, anche militare, già prima della decisione di Obama di sanzionare la Banca centrale iraniana: non si trovano alcuni generi alimentari perché la gente sta accumulando in vista di un possibile attacco. Pertanto, almeno da parte iraniana c’è molta preoccupazione per questo indurimento dello scontro tra Iran ed il resto del mondo. (gf)